Gibellina è conosciuta come Gibellina Nuova e si identifica con il centro abitato moderno in contrapposizione alla Gibellina Vecchia, distrutta ed abbandonata dopo il devastante terremoto del Belice del 1968. Gibellina Nuova dista dalla città vecchia 11 km. Il toponimo deriva dall’arabo Gebel – montagna – e Zghir – piccola e venne fondata dagli Arabi nell’Alto Medioevo.


Gibellina è un moderno museo a cielo aperto, ricco di pregevoli esempi d’arte e di architettura moderna, come la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni, edificata sulla sommità della collinetta; i Giardini Segreti di Francesco Venezia; la Porta del Belice di Pietro Consagra; Piazza XV gennaio 1968; la Torre Civica-Carrillon di Alessandro Mendini.


I tristi resti dell’antica città sono ancora visibili, come futura memoria di questa immane tragedia, che colpì il territorio. Sono luoghi desolati e decadenti, che trasudano fatiscenza ed abbandono, mantenuti vivi grazie al gigantesco “monumento della morte” di Alberto Burri, artista contemporaneo. Il Cretto di Burri percorre le vie ed i vicoli della città vecchia in una serie di fratture di cemento, come a volere fermare l’attimo dei crolli e perpetuarlo come memoria storica per il futuro. Il Cretto è tra le opere di arte contemporanea più estese al Mondo.


A Gibellina potrete visitare il Museo d’Arte Contemporanea, che espone circa 2000 opere d’arte di artisti nazionali ed internazionali.


Dal 1981 ogni anno si svolgono le Orestiadi, un festival internazionale che raggruppa rappresentazioni teatrali e musicali con esposizioni di pittura e scultura e con proiezioni cinematografiche.