Selinunte è ubicata su una vasta pianura, che si trova a circa 30 metri sopra il livello del mare. Il suo nome deriva dal termine Selinon, che significa prezzemolo selvatico.


La fondazione della città di Selinunte si fa risalire al VII secolo a.C., per mano dei coloni di Megara Hyblaea. Selinunte venne distrutta nel 409 ad opera dei Cartaginesi, che la conquistarono e la fortificarono, dominando sul territorio fino alla I guerra punica. In seguito i cartaginesi, per difendersi dai romani, trasferirono tutta la popolazione a Lylibeo, distrussero ed abbandonarono Selinunte. Dopo essere stata sepolta da un violento terremoto, intorno al X secolo, che ne distrusse i monumenti, venne riportata alla luce dallo storico Tommaso Fazello, nella seconda metà del XVI secolo.


Selinunte è oggi un museo a cielo aperto, la cui storia emerge dalle rovine sparse lungo la pianura. La vasta zona archeologica può essere suddivisa in diverse aree di riferimento.


L’Acropoli risale al VI secolo a.C. e svetta sulla pianura. Ammirare il tramonto dallo splendido muraglione a gradini, costruito sull’altopiano calcareo a strapiombo sul mare, è veramente suggestivo. Percorrendo l’acropoli verso nord, incrocerete fortificazioni e torri risalenti al IV secolo a.C. Potrete distinguere facilmente l’assetto urbano della città risalente al IV secolo a.C., che appare suddivisa da due strade principali, che si incrociano ad angolo retto a formare i quartieri. I Templi rinvenuti sulla collina dell’acropoli sono numerosi e tutti di ordine dorico. Sulla collina orientale sorge il Tempio più antico e piccolo dei tre, il Tempio F, datato intorno al 550 a.C.. Trovarsi dinnanzi a queste imponenti costruzioni è un’emozione indescrivibile, impregnata dalla magia del passato che continua a vivere nella memoria del presente. Molte delle metope di questi templi sono conservate presso il  Museo Archeologico Regionale di Palermo.


Percorrendo il sentiero che dall’acropoli attraversa il fiume Modione, giungerete sulla collina occidentale, dove sorge il Santuario della Malophòros, dedicato a Dèmetra Malophòros, eretto nel VI secolo a.C. Il Santuario serviva, con molta probabilità, da stazione per i cortei funebri diretti verso la necropoli di Manicalunga. I reperti rinvenuti presso il Santuario constano di figurine votive, di grandi busti raffiguranti Demetra e di una grande quantità di ceramica corinzia. Tutti i reperti sono conservati al Museo Archeologico Regionale di Palermo.


Diverse aree attorno a Selinunte erano adibite a necropoli, ed ancora oggi sono visibili diverse tombe scavate nel tufo, entro le quali sono state rinvenute terrecotte, vasi e resti di animali di probabili sacrifici. Nel 1882 è stata ritrovata la statua nota come Efebo di Selinunte, oggi conservata nel Museo Civico di Castelvetrano.


L’incanto di Selinunte offre ai visitatori una suggestiva combinazione di paesaggi e costruzioni diverse, sospesi tra presente e passato. Selinunte sarà capace di regalarvi un’emozione unica e meravigliosa.